Manutenzione e revisione degli estintori: cosa c’è da sapere

Ultimo aggiornamento: 26.09.22

 

Ci sono casi in cui la legge fa obbligo di predisporre le necessarie misure antincendio ma non basta avere gli estintori, bisogna anche sottoporli a una serie di controlli da parte di personale specializzato.

 

Sono diversi i casi in cui la legge fa obbligo di avere a portata di mano il miglior estintore ma, per non incorrere in sanzioni, non è sufficiente il semplice possesso di questo strumento fondamentale nella prevenzione degli incendi. In caso di controlli bisogna essere in grado di dimostrare l’avvenuta revisione; in particolare si espone un cartellino che riporta una serie di informazioni che vanno dal numero di matricola dell’estintore fino al codice identificativo del responsabile dei controlli, passando per la ragione sociale dell’azienda che si occupa della manutenzione fino al periodo durante il quale vanno eseguiti i controlli periodici, oltre a una serie di altri dati. È nostra intenzione spiegare tutto ciò che c’è da sapere in termini di revisione e manutenzione degli estintori.

 

Cinque fasi di verifica

La manutenzione periodica degli estintori è imposta dalla legge. In particolare si prevedono cinque fasi di verifica. La prima è detta di controllo iniziale, la seconda è la sorveglianza, seguono poi il controllo periodico, la revisione programmata e infine il collaudo. La legge prevede che innanzitutto siano specificati determinati ruoli che sono il responsabile che predispone le misure di sicurezza antincendio, il nome dell’azienda incaricata della manutenzione, la persona incaricata addetta agli interventi manutentivi. Ora vediamo nel dettaglio le cinque fasi di verifica.

Controllo iniziale

Durante questa fase vengono fatti degli accertamenti fondamentali e si attuano nel momento in cui c’è un cambio della ditta addetta alla manutenzione. La nuova ditta dovrà accertare che gli estintori non siano fuori servizio. Un estintore giudicato fuori servizio va sostituito in quanto non più utilizzabile. Sempre in questa fase si controlla la correttezza delle marcature e la presenza del libretto d’uso.

 

Sorveglianza

Questa fase non è regolamentata, ovvero non ci sono scadenze da rispettare per obbligo. Ciò detto, il buon senso impone controlli periodici al fine di verificare che sia tutto in ordine e perfettamente funzionante. La fase di sorveglianza prevede anche il controllo del cartello che deve essere immediatamente visibile, le iscrizioni che contiene devono essere chiaramente leggibili e comprendere tutte le informazioni previste dalla legge.

 

Controllo periodico

A differenza della sorveglianza, la fase del controllo periodico è regolamentata dalla legge. Il controllo va fatto eseguire a personale qualificato almeno ogni sei mesi. In generale va verificata l’efficienza degli estintori. È compito del manutentore accertare la corretta compilazione del cartellino inclusa la punzonatura della data del controllo. Se l’estintore ha una bombola di gas ausiliario, vanno valutati il tipo e la carica della bombola, per essere certi che siano rispettate le indicazioni del produttore.

Mediante la pesatura va verificato lo stato di carica  degli estintori, ciò vale per quelli a biossido di carbonio. Servendosi di uno strumento apposito si controlla la pressione interna degli estintori a pressione permanente. Si ripetono i controlli previsti dalla fase di sorveglianza.

 

La revisione

In questa fase un esperto esegue diversi interventi tecnici secondo le tempistiche regolate dalla legge. È una fase molto importante perché gli interventi sono specifici. Completata la revisione dell’estintore va riportata la la data del controllo e il nome della ditta responsabile dell’intervento.

 

Il collaudo

Durante la fase di collaudo si accerta la stabilità del serbatoio oltre che della bombola dell’estintore. Il collaudo comporta la sostituzione della valvola erogatrice. La data del collaudo è riportata tanto all’esterno quanto all’esterno dell’estintore. Siccome non è ammissibile l’assenza, anche momentanea dell’estintore, durante questa fase bisogna provvedere a predisporre un sostituto.

 

Controlli straordinari

Alle cinque fasi previste dalla legge se ne aggiunge una sesta, una sorta di regola non scritta ma altrettanto importante; si tratta della manutenzione straordinaria, ovvero, interventi aggiuntivi a quelli previsti e necessari a ripristinare l’efficienza degli estintori.

 

 

Cosa comporta la mancata manutenzione

La manutenzione ha dei costi e capita che qualcuno non voglia sostenerli, magari pensando che non ci saranno conseguenze. È sbagliato. Trattandosi di un obbligo di legge, violarlo può comportare l’arresto fino a quattro mesi, sempre che non scoppi un incendio e ci siano eventuali vittime. In questo caso la posizione del responsabile si aggrava pesantemente. 

Quanto alle pene pecuniarie, queste vanno dai 1.000 ai 6.400 €. Ma tutto ciò è nulla se si pensa che la mancata manutenzione, o peggio, l’assenza degli estintori può comportare la perdita di vite umane e danni a cose che potrebbero superare di gran lunga i costi necessari a mettersi in regola con gli estintori.

 

 

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