Quali sono le regole per possedere armi in Italia in modo legale

Ultimo aggiornamento: 06.12.22

 

Alla luce di quanto avvenuto di recente a Voghera ci si chiede se l’Italia adotterà norme ancor più restrittive per quanto riguarda le armi; nel frattempo qual è la situazione attuale?

 

La classifica europea relativa ai Paesi possessori di armi vede la Serbia al primo posto, con una incidenza di almeno 70 armi per ogni 100 persone; del resto la Serbia si colloca al secondo posto anche nella classifica mondiale, superata soltanto dagli Stati Uniti, dove sono presenti almeno 3 armi da fuoco per ogni singolo abitante.

Per fortuna le armi in Italia non sono diffuse in modo così capillare; il nostro paese infatti, con un tasso di detenzione armi del 12%, si colloca al decimo posto della classifica europea. Svizzera, Cipro, Svezia, Norvegia, Islanda e Finlandia, nel rispettivo ordine seguono la Serbia nella classifica europea, mentre Gran Bretagna, Olanda, Polonia e Romania, con dei tassi di detenzione inferiori al 10%, occupano le ultime posizioni.

Nonostante l’elevato tasso di detenzione della Svizzera e dei Paesi nord-europei, però, la situazione reale è di gran lunga differente rispetto agli Stati Uniti d’America.

In Svizzera, per esempio, la diffusione delle armi è elevata a causa della particolarità del servizio militare istituito in questa nazione, che impone ai cittadini elvetici di rimanere difensori attivi del Paese per molti anni, con il conseguente obbligo di detenere l’arma da fuoco di servizio nella propria abitazione.

In Islanda, Finlandia, Norvegia e Svezia, dove l’attività venatoria è uno sport nazionale e a essere diffuse sono soprattutto le armi da caccia; nonostante l’elevato numero di armi che circola in queste nazioni, infatti, il tasso di crimini e omicidi è bassissimo.

Le leggi italiane

La percezione comune, in merito alle legislazioni inerenti il possesso e la detenzione armi in casa, è che l’Italia sia un paese con regole molto severe; questa affermazione da un lato è vera, soprattutto se vogliamo paragonare l’Italia a paesi come gli Stati Uniti d’America, ma per altri versi è anche fuorviante.

È vero infatti che nel nostro Paese vigono regole più restrittive rispetto ai paesi anglosassoni, ma in realtà comprare e tenere un’arma in casa è molto meno complicato di quanto ci si possa aspettare, specialmente considerando che il governo Conte, nel 2018, ha introdotto nuove regole che ampliano ulteriormente la possibilità di acquistare e detenere armi destinate a uso sportivo.

La legge sulle armi, in Italia, è nota con l’acronimo TULPS e ne regola l’acquisto, la detenzione e il trasporto. L’acronimo sta a significare Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, e nel titolo II del suddetto testo è presente una sezione specifica dedicata alle armi che però non sempre risulta di chiara comprensione, in quanto è stata soggetta a numerose modifiche nel corso degli anni.

 

Armi e licenze

La legge distingue diverse tipologie di armi e altrettante licenze; per quanto riguarda la classificazione armi, queste si suddividono in due categorie: improprie e proprie. Nella categoria delle armi improprie possono rientrare diversi oggetti potenzialmente utilizzabili come armi, come per esempio gli utensili da lavoro e quelli domestici.

 

La categoria delle armi proprie, invece, è a sua volta suddivisa in quattro sottocategorie: armi comuni, sportive, da caccia e da guerra. Fatta eccezione per le armi da guerra quindi, i civili possono detenere soltanto armi appartenenti alle altre tre categorie, a patto che siano in possesso delle relative licenze.

Queste ultime sono di cinque tipi: porto d’armi uso sportivo, porto d’armi uso caccia, porto d’arma corta o bastone animato per difesa personale, porto d’armi per difesa personale e a guardie particolari giurate, porto di fucile per difesa personale.

Le licenze di porto d’armi per uso sportivo e caccia permettono di trasportare le armi senza munizioni inserite, mentre le licenze di porto d’armi per difesa personale consentono il trasporto di armi cariche e pronte all’uso.

 

Ottenere le licenze e acquistare le armi

Le licenze a cui abbiamo accennato in precedenza sono richieste sia per l’acquisto sia per il trasporto delle armi dalla propria abitazione fino alla sede di utilizzo; che si tratti di un poligono di tiro oppure del posto di lavoro.

Per il solo acquisto e la detenzione in casa, invece, si può fare a meno della licenza e chiedere invece un semplice nulla osta all’acquisto, che può essere rilasciato soltanto ai maggiorenni e la cui validità è di 30 giorni; in questo lasso di tempo il nulla osta permette l’acquisto e il trasporto delle armi fino alla propria abitazione, ma queste potranno essere soltanto detenute e non trasportate nuovamente.

Come prevedono le norme relative alla sicurezza sul lavoro, inoltre, anche per la detenzione e l’uso delle armi è obbligatorio munirsi di appositi accessori, come gli occhiali di protezione, le cuffie antirumore oppure i tappi per le orecchie.

Per ottenere il nulla osta bisogna presentare la domanda alla questura, al commissariato di Polizia oppure alla stazione dei Carabinieri, allegando un certificato di idoneità al maneggio delle armi, che si può ottenere dopo aver seguito un corso riconosciuto in un Poligono di tiro iscritto all’Unione Italiana Tiro a Segno, e un certificato medico legale a dimostrazione di essere in pieno possesso delle proprie facoltà mentali e di non fare uso di droghe, nemmeno in modo saltuario, né di alcool in modo continuativo.

Coloro che hanno espletato il servizio militare, invece, possono fare a meno del certificato di idoneità al maneggio delle armi e possono esibire direttamente il foglio ufficiale di congedo.

Le licenze di porto d’armi si richiedono presentando lo stesso tipo di domanda e i documenti necessari per il nulla osta all’acquisto, con la differenza che nel caso del porto d’armi per difesa personale bisogna produrre un ulteriore documento che attesti la propria condizione di esposizione a un rischio.

A differenza del nulla osta, che dura solo 30 giorni, le licenze di porto d’armi sono valide per cinque anni, anche se devono comunque essere rinnovate ogni anno.

Limite di armi

Per quanto riguarda il numero massimo di armi che è possibile detenere in casa, invece, il TULPS riporta chiaramente che sono autorizzate 3 armi comuni da fuoco, 12 armi sportive lunghe o corte, un numero illimitato di fucili e carabine da caccia, 8 armi antiche, artistiche o rare, un numero illimitato di armi bianche e distanza ravvicinata. È inoltre possibile detenere fino a 200 cartucce di armi comuni, fino a 1.500 cartucce di fucili da caccia e un quantitativo massimo di 5 chilogrammi di polvere da sparo.

È possibile detenere dei quantitativi maggiori rispetto a quelli indicati, ma solo in seguito alla richiesta di una particolare licenza di deposito che viene rilasciata dal Prefetto; detta licenza si può ottenere soltanto esibendo motivazioni speciali riguardanti attività sportive o professionali.

 

 

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